Pianificazione Regionale

L'art. 69 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 e l'art. 108 del decreto legislativo 112 del 1998 prevede in capo alla Regione i compiti e le funzioni di indirizzo e coordinamento relativi alla predisposizione e all'aggiornamento dei programmi di previsione e di prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali e la predisposizione e attuazione del piano per lo spegnimento degli incendi boschivi. 

Manuale Operativo delle allerte per il rischio idraulico e idrogeologico
La predisposizione del Manuale operativo delle allerte ai fini di protezione civile, sulla base della Deliberazione della Giunta Regionale n. 21/33 del 13.6.2014, è stata affidata ad un Tavolo tecnico coordinato dalla Direzione generale della Protezione Civile regionale, e composto dal Dipartimento Specialistico Regionale Meteoclimatico dell’ARPAS, dalla Direzione generale dell’ADIS (Agenzia regionale del Distretto Idrografico della Sardegna), dalla Direzione generale del CFVA (Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale), dalla Direzione generale dell’Ente Foreste, dalla Direzione generale dell’Assessorato dei Lavori Pubblici, dall’ANCI Sardegna e dalla Direzione generale dell’ENAS (Ente Acque della Sardegna).
Il Manuale operativo risponde all’esigenza di fornire a tutti i soggetti del sistema di protezione civile regionale uno strumento per la gestione del rischio idraulico e idrogeologico e quindi anche dell’incertezza che intrinsecamente lo caratterizza. Questo è un aspetto fondamentale nei momenti in cui si verificano le emergenze, perché deve essere chiaro “chi fa che cosa”, così come deve essere certa la “catena del comando”, pur nella consapevolezza, altrettanto certa, che nonostante gli strumenti di previsione siano sempre più sofisticati tecnologicamente, tuttavia la fase previsionale contiene un margine di incertezza che può condizionare la fase decisionale.
Il Manuale operativo vuole essere anche uno strumento che trasmette sicurezza nella gestione delle situazioni di emergenza, perché si conoscono le procedure per fronteggiarla. Esso oltre all’univocità e alla chiarezza delle disposizioni e delle comunicazioni da impartire in situazioni di emergenza, contiene un’importante sezione dedicata all’attività di monitoraggio e di presidio sia strumentale che osservativo.
Il Manuale Operativo individua compiti e funzioni dei diversi soggetti sia nella fase previsionale, basata sui diversi livelli di allerta definiti in funzione dei livelli di criticità stabiliti dal Centro Funzionale Centrale (Dipartimento della Protezione Civile Nazionale), sia nella fase di emergenza ad evento in atto.
Il Manuale Operativo contiene inoltre:
- le componenti del sistema regionale di Protezione Civile ed i relativi compiti di coordinamento;
- le strutture operative statali, regionali, provinciali e comunali;
- i soggetti costituenti il presidio territoriale idrogeologico ed idraulico (a livello regionale e locale);
- i livelli di criticità, i corrispondenti livelli di allerta e le conseguenti fasi operative;
- i compiti e le funzioni di ciascun soggetto per ciascuna fase operativa;
- un glossario con le definizioni richiamate nel corpo del Manuale Operativo.


Piano regionale antincendi
Il Piano antincendi è stato redatto in conformità alla Legge Quadro nazionale in materia di incendi boschivi del 21 novembre 2000 n. 353 e alle relative linee guida emanate dal Ministro Delegato per il Coordinamento della Protezione Civile (D.M. 20.12.2001).
Il Piano regionale antincendi è finalizzato a programmare e coordinare l’attività antincendi degli Enti Pubblici e di tutti gli altri soggetti concorrenti e comprende una descrizione delle possibili opzioni in materia di prevenzione e dei modelli organizzativi adottati per ridurre il numero dei focolai, limitare al massimo i danni, salvaguardare con l'azione diretta importanti lembi di territorio forestale o agroforestale e contribuire ad impedire minacce all'incolumità fisica delle persone.
Il documento è strutturato in nove parti, costituite dalla relazione generale e da 8 specifici allegati.
La parte generale riguarda la pianificazione regionale e descrive le aree a rischio di incendio boschivo, gli indici di pericolosità e di rischio, il periodo ad elevato rischio, le azioni che potrebbero determinare l’innesco di incendio, gli interventi previsti per la prevenzione e per la previsione degli incendi boschivi, la consistenza e la localizzazione dei mezzi, degli strumenti e delle risorse umane. La pianificazione generale inoltre definisce il modello organizzativo generale, costituito dalla pluralità di soggetti: Protezione civile, CFVA, EFS, Organizzazioni di Volontariato, Compagnie Barracellari, Squadre Comunali e Vigili del Fuoco, che concorrono in forme e ambiti diversi al perseguimento degli obiettivi con particolare riferimento all’ottimizzazione dell’azione di prevenzione e di spegnimento mediante l’attuazione di specifiche e predeterminate procedure da adottare per il coordinamento delle operazioni.
Al fine di assicurare il coordinamento delle strutture regionali antincendi con quelle statali, come previsto dalla Legge 353/2000, è attiva la Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) nella quale sono messe a sistema, in modo integrato, le funzioni di supporto per la gestione del rischio incendi.
La funzione “spegnimento incendi” con mezzi aerei e terrestri e la funzione “censimento incendi”, sono assegnate al Corpo forestale e di vigilanza ambientale che ne è responsabile.
Le funzioni “previsione pericolo incendi”, “volontariato”, “assistenza alla popolazione” e i “rapporti con i mass media e la stampa” (ad eccezione della attività investigativa di competenza del CFVA) sono assegnate alla Direzione generale della Protezione Civile che ne assume la responsabilità.
La SOUP è integrata con la Sala Operativa Regionale Integrata (SORI) di protezione civile.
La collaborazione sinergica con le altre componenti regionali è di fondamentale importanza, in particolare, tra le strutture del CFVA, dell’EFS e dei VV.F. Pertanto, sulla base di specifiche intese con le Prefetture, le sale operative dei Vigili del Fuoco (sedi di “115”), garantiscono lo scambio tempestivo di ogni eventuale notizia relativa all’insorgenza di incendi, anche urbani e periurbani, al fine di consentire un efficace coordinamento.
A livello territoriale operano i Centri Operativi Provinciali (COP) quali strutture operative territoriali nelle quali sono messe a sistema le funzioni per la gestione del rischio incendi da parte di tutte le componenti competenti a livello provinciale. I COP hanno competenza territoriale che coincide con quella degli Ispettorati forestali di Cagliari, Iglesias, Oristano, Lanusei, Nuoro, Sassari e Tempio Pausania.
Negli Ispettorati forestali di Oristano, Lanusei, Iglesias e Nuoro, le sale operative dei COP vengono allestite rispettivamente presso le Basi Operative di Fenosu, San Cosimo, Marganai e Farcana.
Le Basi Operative Antincendi, dove risiede la flotta aerea regionale, hanno competenza territoriale interprovinciale e sono gestite dagli Ispettorati forestali competenti per territorio nell’ambito delle giurisdizioni in cui la Base è ubicata. I velivoli previsti per la campagna aib 2015 saranno complessivamente 11 e saranno dislocati nelle seguenti località: Pula e Villasalto (STIR di Cagliari), Marganai (STIR Iglesias), Fenosu e Santa Maria Bosa (STIR Oristano), San Cosimo (STIR Lanusei), Farcana e Sorgono (STIR Nuoro), Anela e Alà dei Sardi (STIR Sassari) e la base di Limbara (STIR Tempio Pausania).
A livello locale operano le Stazioni forestali del CFVA con competenza territoriale intercomunale che, vista la distribuzione capillare nel territorio regionale, garantiscono sia tempestività del primo intervento che il coordinamento operativo di base.
In caso di situazioni di particolare rilevanza, si procede all’attivazione del Comitato Operativo Regionale di cui all'art. 8 della LR 3/89, quale organo di consultazione per il coordinamento strategico delle attività.
Il Comitato Operativo si riunisce su convocazione dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente.
Il Comitato Operativo Regionale è presieduto dall'Assessore della Difesa dell'Ambiente o da un suo delegato ed è composto dai Direttori Generali della Protezione Civile, del CFVA e dell'Ente Foreste e dal Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco o loro delegati. Il Comitato si riunisce presso la sala SOUP e, se necessario, può essere integrato con i rappresentanti di altre strutture operative (es. Prefetture, ANAS, ecc.).
La pianificazione ripartimentale, di competenza del CFVA, conterrà il dettaglio e l’organizzazione delle risorse presenti nei singoli territori dei sette Servizi Territoriali Ispettorati Ripartimentali (Ispettorati forestali), nel rispetto di quanto previsto dal Piano Regionale. Al fine di rendere più efficaci le misure per la prevenzione degli incendi in concomitanza con le esercitazioni fatte nelle aree gravate da servitù militari, gli Ispettorati forestali competenti devono collaborare con i poligoni di Perdasdefogu, Capo Frasca e Capo Teulada per la pianificazione e programmazione delle attività di prevenzione e lotta attiva da effettuare all’interno dei suddetti poligoni.
La Giunta Regionale, con deliberazione n. 8/18 del 19.2.2016, ha modificato l’aggiornamento del 2015 delle Prescrizioni regionali antincendio sostituendo il testo dell’art 17 sulle Aree militari o gravate da servitù militari.
L'Ente Foreste della Sardegna collaborerà con il Corpo forestale e di vigilanza ambientale per la pianificazione e programmazione delle attività di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi e rurali.