Pianificazione Regionale

Il Piano, approvato con la DGR n. 1/9 del 8.01.2019, è redatto in linea con i principi sanciti dal D. Lgs. N. 1/2018, nel rispetto delle disposizioni regionali vigenti, e assicura lo svolgimento delle attività di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze.
Il Piano definisce il sistema organizzativo e le modalità di intervento del Sistema regionale di protezione civile in caso di emergenza, è sviluppato per componenti e per livelli di criticità, indipendentemente dal luogo di intervento. Fornisce inoltre tutti gli elementi conoscitivi disponibili, con l’obiettivo di minimizzare il rischio a salvaguardia della popolazione, di dotare tutte le strutture di uno strumento operativo da utilizzare in funzione dei livelli di allerta e delle fasi operative, di uniformare i linguaggi e le modalità di intervento.
In particolare il Piano è impostato in modo da assicurare l’intervento tempestivo, efficace e coordinato di tutte le forze disponibili, a favore della popolazione colpita da un evento calamitoso, definendo le procedure di attivazione al fine di ottimizzare con efficacia la risposta del sistema di protezione civile nell’intero territorio regionale.
Il Piano contiene il quadro delle conoscenze tematiche e territoriali appositamente elaborate, al fine di pianificare opportunamente le attività di previsione e prevenzione del rischio idraulico, idrogeologico e da fenomeni meteorologici avversi, oltre che degli interventi attivi in fase emergenziale, definendo, rispetto agli elementi a rischio, le attività di presidio e monitoraggio da porre in essere.
Contiene la rappresentazione del flusso di comunicazione, l’organizzazione delle esercitazioni e le modalità di informazione ai cittadini.
Con riferimento al rischio idraulico, idrogeologico e da fenomeni meteorologici avversi, il Piano di protezione civile predisposto al livello regionale, è anche uno strumento che riordina e apporta i necessari aggiornamenti alle varie procedure, linee guida e indirizzi già deliberati dalla Giunta regionale per dare attuazione alle Direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri e alle conseguenti indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile.
Il Piano pertanto costituisce una sintesi che supera deliberazioni e decreti inerenti il Manuale Operativo delle allerte ai fini di protezione civile, le soglie puntuali idropluviometriche delle stazioni della rete fiduciaria, la revisione delle zone di vigilanza meteorologica e le disposizioni inerenti l’attività ed i documenti prodotti dal Centro Funzionale Decentrato.
Il Piano è composto da 15 capitoli e dai relativi allegati, e ha lo scopo di descrivere i modelli organizzativi nelle fasi di allertamento e gestione delle emergenze. Fornisce, inoltre, tutti gli elementi conoscitivi disponibili con l’obiettivo di evitare o ridurre la possibilità che si verifichino danni conseguenti a eventi calamitosi e assicurare l’efficacia della risposta del Sistema di protezione civile. Contiene la rappresentazione del flusso di comunicazione, l’organizzazione delle esercitazioni e le modalità di informazione ai cittadini.

Piano regionale di protezione civile per il rischio idraulico, idrogeologico e da fenomeni meteorologici avversi.
Deliberazione n. 1/9 del 08/01/2019 [file.pdf]
Piano regionale [file.pdf]
Allegato 1 – Documentazione tecnica sul Sistema di allertamento [file.pdf]
Allegato 2 – Colonna mobile della Regione Sardegna [file.pdf]
Allegato 3 – Sviluppo modello operativo RIT [file.pdf]
Allegato 4 – Sviluppo modello operativo RNG [file.pdf]
Allegato 5 – Cartografia [file.pdf]

Piano regionale antincendi
Il Piano regionale antincendi per il triennio 2017-2019 è stato redatto in conformità alla Legge Quadro nazionale in materia di incendi boschivi del 21 novembre 2000 n. 353 e alle relative linee guida emanate dal Ministro Delegato per il Coordinamento della Protezione Civile (D.M. 20.12.2001).
Il Piano è finalizzato a programmare e coordinare l’attività antincendi degli Enti Pubblici e di tutti gli altri soggetti concorrenti e comprende una descrizione delle possibili opzioni in materia di prevenzione e dei modelli organizzativi adottati per ridurre il numero dei focolai, limitare al massimo i danni, salvaguardare con l’azione diretta importanti lembi di territorio forestale o agroforestale e contribuire ad impedire minacce all’incolumità fisica delle persone.
Il documento è articolato in otto parti specifiche, costituite dalla relazione generale e da sette allegati, cartografici e tabellari.
La parte generale, descrittiva, riguarda la pianificazione regionale e delinea il modello organizzativo generale, costituito dalla pluralità di soggetti del sistema di protezione regionale: Direzione generale della Protezione Civile, CFVA, FoReSTAS, Vigili del Fuoco, Organizzazioni di volontariato, Compagnie barracellari, Gruppi comunali, ecc., che concorrono, in forme e ambiti diversi, al perseguimento degli obiettivi, con particolare riferimento all’ottimizzazione delle azioni di previsione, prevenzione e spegnimento mediante l’attuazione di specifiche e predeterminate procedure da adottare per il coordinamento delle strategie di lotta.
La seconda parte riguarda il report dell’analisi sugli incendi del triennio 2014-2015-2016, che descrive, per ogni anno, le condizioni meteorologiche, lo stato della vegetazione, l’andamento dei livelli di pericolosità potenziale di incendio, l’andamento degli incendi relativamente al numero, superfici e soprassuolo interessati, analizzando le cause degli incendi e il consuntivo dell’attività investigativa compiuta dal CFVA.
La terza parte riguarda i Presidi Territoriali che fanno parte dell’intero apparato di lotta regionale e contiene i dati tabellari delle strutture operative del CFVA, dell’Agenzia FoReSTAS, delle Organizzazioni di volontariato, delle Compagnie barracellari e dei Vigili del Fuoco.
La quarta parte contiene gli elenchi aggiornati relativi alla rete regionale dei punti di avvistamento e dei punti di attingimento idrico.
La quinta parte è inerente la pianificazione dei Parchi Nazionali, e contiene le procedure da attuare nei parchi dell’Asinara e dell’Arcipelago di La Maddalena approvate dal Ministero per l’Ambiente sulla base dell’intesa regionale, ai sensi dell’art. 8 della legge n. 353/2000.
La sesta parte è costituita dalla cartografia allegata alla pianificazione regionale e contiene l’elaborazione cartografica di base e di sintesi dell’attività di pianificazione sia in termini di previsione del rischio di incendio boschivo che in termini di ottimizzazione delle risorse disponibili per le attività di lotta attiva.
La settima parte contiene i dati cartografici inerenti i rilievi effettuati dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale di tutte le aree percorse dal fuoco e delle insorgenze negli ultimi 5 anni. Tale lavoro costituisce una banca dati di riferimento a servizio dei Comuni al fine di istituire e aggiornare il Catasto delle aree percorse da incendio di cui all’art. 10 della legge n. 353/2000.
L’ottava parte contiene i dati tabellari dell’indice di pericolosità e di rischio di incendio di tutti i Comuni della Sardegna e i dati relativi allo stato di fatto della pianificazione comunale di protezione civile per il rischio incendi di interfaccia.
Al fine di assicurare il coordinamento delle strutture regionali antincendi con quelle statali, come previsto dalla Legge 353/2000, è attiva la Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) nella quale sono messe a sistema, in modo integrato, le funzioni di supporto per la gestione del rischio incendi.
La funzione “spegnimento incendi” con mezzi aerei e terrestri e la funzione “censimento incendi”, sono assegnate al Corpo forestale e di vigilanza ambientale che ne è responsabile.
Le funzioni “previsione pericolo incendi”, “volontariato”, “assistenza alla popolazione” e i “rapporti con i mass media e la stampa” (ad eccezione della attività investigativa di competenza del CFVA) sono assegnate alla Direzione generale della Protezione Civile che ne assume la responsabilità.
La SOUP è integrata con la Sala Operativa Regionale Integrata (SORI) di protezione civile.
La collaborazione sinergica con le altre componenti regionali è di fondamentale importanza, in particolare, tra le strutture del CFVA, dell’Agenzia FoReSTAS e dei VV.F. Pertanto, sulla base di specifiche intese con le Prefetture, le sale operative dei Vigili del Fuoco (sedi di “115”), garantiscono lo scambio tempestivo di ogni eventuale notizia relativa all’insorgenza di incendi, anche urbani e periurbani, al fine di consentire un efficace coordinamento.
A livello territoriale operano i Centri Operativi Provinciali (COP) quali strutture operative territoriali nelle quali sono messe a sistema le funzioni per la gestione del rischio incendi da parte di tutte le componenti competenti a livello provinciale. I COP hanno competenza territoriale che coincide con quella degli Ispettorati forestali di Cagliari, Iglesias, Oristano, Lanusei, Nuoro, Sassari e Tempio Pausania.
Negli Ispettorati forestali di Oristano, Lanusei, Iglesias e Nuoro, le sale operative dei COP vengono allestite rispettivamente presso le Basi Operative di Fenosu, San Cosimo, Marganai e Farcana.
Le Basi Operative Antincendi, dove risiede la flotta aerea regionale, hanno competenza territoriale interprovinciale e sono gestite dagli Ispettorati forestali competenti per territorio nell’ambito delle giurisdizioni in cui la Base è ubicata.
I velivoli previsti per la campagna aib 2018 sono stati complessivamente 12, dislocati nelle seguenti località: Pula e Villasalto (STIR di Cagliari), Marganai (STIR Iglesias), Fenosu e Santa Maria Bosa (STIR Oristano), San Cosimo (STIR Lanusei), Farcana e Sorgono (STIR Nuoro), Anela e Alà dei Sardi (STIR Sassari) e la base di Limbara (STIR Tempio Pausania).
A livello locale operano le Stazioni forestali del CFVA con competenza territoriale intercomunale che, vista la distribuzione capillare nel territorio regionale, garantiscono sia tempestività del primo intervento che il coordinamento operativo di base.

In caso di situazioni di particolare rilevanza, si procede all’attivazione del Comitato Operativo Regionale di cui all’art. 8 della LR 3/89, quale organo di consultazione per il coordinamento strategico delle attività.
Il Comitato Operativo si riunisce su convocazione dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente.
Il Comitato Operativo Regionale è presieduto dall’Assessore della Difesa dell’Ambiente o da un suo delegato ed è composto dai Direttori Generali della Protezione Civile, del CFVA e dell’Agenzia FoReSTAS e dal Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco o loro delegati. Il Comitato si riunisce, di norma, presso la sala SOUP e, se necessario, può essere integrato con i rappresentanti di altre strutture operative (es. Prefetture, ANAS, ecc.).

La legge regionale 27 aprile 2016, n. 8, articolo 23, comma 4, stabilisce che “Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale redige i piani operativi ripartimentali, contenenti il dettaglio e l’organizzazione delle risorse presenti nei singoli territori di competenza degli Ispettorati ripartimentali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, di intesa con l’Agenzia e con gli altri soggetti concorrenti all’attività di spegnimento degli incendi”. I Piani operativi ripartimentali sono adottati dal Comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale con propria determinazione, sono redatti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale e contengono il dettaglio delle risorse umane e strumentali afferenti a ciascun COP che non è possibile elencare nella parte generale del Piano.

La Giunta Regionale con Deliberazione 22/4 del 4 maggio 2018 ha approvato le prescrizioni regionali antincendi per l’anno 2018.
Le prescrizioni sono un documento composto di 31 articoli e cinque allegati, tra cui il prontuario delle sanzioni amministrative e le 26 zone di allerta in cui è stato suddivisa la regione. Sono state impartite indicazioni affinché l’Agenzia FoReSTAS, fatta salva la prioritaria attività di prevenzione entro i perimetri amministrati, contribuisca con le proprie maestranze alle attività di prevenzione di competenza del territorio demaniale regionale e dei Comuni con particolare riferimento al taglio, asportazione e smaltimento del fieno e delle sterpaglie presenti all’interno della fascia perimetrale dei 200 metri, individuata dai piani comunali di protezione civile per il rischio incendi di interfaccia e lungo la viabilità comunale a maggior rischio.
Al fine di rendere più efficaci le misure per la prevenzione degli incendi in concomitanza con le esercitazioni fatte nelle aree gravate da servitù militari, le Forze Armate predispongono, ai sensi dell’art 17 delle Prescrizioni e nell’ambito delle prerogative riservate loro dalla legge, un piano pluriennale antincendio, aggiornato annualmente, relativo ai poligoni Militari insistenti in ambito regionale.

Pianificazione ambiti territoriali

Piano di protezione civile per ambiti territoriali
Si tratta dei Piani di protezione civile per i quattro ambiti territoriali corrispondenti alla giurisdizione di competenza di ogni Prefettura: Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari, così come disposto dalla L.R. 13/2018.
Tale legge ha infatti definito gli ambiti territoriali ottimali, per il livello di pianificazione provinciale, facendoli coincidere con quelli di competenza delle Prefetture per consentire la più efficace attuazione delle funzioni attribuite al Prefetto dall’art. 9 del D. Lgs. N. 1/2018.
La Regione Sardegna, inoltre, con l’emanazione della Legge Regionale 20 dicembre 2013, n. 36, ha attribuito a se, per il tramite degli Uffici territoriali, strutture periferiche della Direzione generale della protezione civile, le attività di pianificazione di livello provinciale attraverso le quali vengono specificati il modello di intervento per i rischi in esame, i punti critici di interesse regionale e locale e la relativa cartografia.
Con DGR n. 22/5 del 4.05.2018 la Regione Sardegna ha approvato i criteri di suddivisione dei Comuni della Sardegna per ambiti territoriali di protezione civile, introdotti dalla L.R. n. 13/2018, e per Uffici territoriali di protezione civile. I Comuni sono stati suddivisi prioritariamente per criterio della competenza territoriale delle Prefetture e secondariamente quello dell’appartenenza alle Unioni di Comuni/Comunità Montane e alla Città Metropolitana di Cagliari così come introdotti nella legge n. 2/2016 di riordino delle autonomie locali della Sardegna.

Link utili

Prefettura-UTG di Cagliari
Prefettura-UTG di Oristano
Prefettura-UTG di Nuoro
Prefettura-UTG di Sassari

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