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Piano regionale antincendio 2014-2016 - Revisione anno 2014

La Giunta Regionale ha approvato, con deliberazione 18/17 del 20 maggio 2014, il Piano Regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2014-2016 (P.R.AI.), redatto in conformità a quanto sancito dalla legge quadro nazionale in materia di incendi boschivi (legge n. 353/2000) e alle relative linee guida emanate dal Ministro Delegato per il Coordinamento della Protezione Civile (D.M. 20 dicembre 2001).
Il Piano contiene il quadro delle conoscenze tematiche appositamente elaborate al fine di pianificare al meglio le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva e si basa su un modello organizzativo costituito dalla pluralità di soggetti istituzionali e non, che concorrono, in forme e ambiti diversi, al perseguimento degli obiettivi del Piano stesso.
Il Piano è volto a programmare e coordinare l’attività antincendio degli Enti Pubblici e di tutte le componenti operative concorrenti, con la finalità precipua di organizzare le attività di monitoraggio del territorio e di assistenza alla popolazione con le relative procedure di emergenza, ed ha, inoltre ha lo scopo fondamentale di disporre, secondo uno schema coordinato, il complesso delle attività operative per un armonizzato e sinergico intervento di prevenzione e soccorso in emergenza a favore del territorio e delle popolazioni esposte ad eventi calamitosi.
Il Piano contiene un'accurata analisi del fenomeno incendi, sia dal punto di vista della dinamica evolutiva, a partire dal 1971, primo anno in cui si è cominciato a disporre di dati rilevati sistematicamente, sia dal punto di vista delle relazioni tematiche fra condizioni predisponenti (climatiche, morfologiche, vegetazionali, insediative etc.) e quelle scatenanti (possibili cause e moventi, risultanti dalle investigazioni). 

Il Piano comprende anche una descrizione delle possibili opzioni in materia di prevenzione e dei modelli organizzativi adottati per ridurre il numero dei focolai, limitare al massimo i danni, salvaguardare con l'azione diretta importanti lembi di territorio forestale o agroforestale e contribuire ad impedire minacce all'incolumità fisica delle persone ed alla serenità delle popolazioni. 
Per i suoi contenuti il P.R.AI. costituisce riferimento per gli obiettivi, i programmi e le priorità delle strutture regionali coinvolte,ai sensi della L.R. n.31/98, dove gli obiettivi da perseguire possono essere così sintetizzati: 
a) riduzione del numero di incendi nei boschi e nelle campagne; 
b) contenimento dei danni provocati dagli incendi. 
Il P.R.AI. ha validità di tre anni, a partire dalla data di approvazione con deliberazione della Giunta Regionale. 
Il Piano prevede il rafforzamento delle strutture di lotta nonché di alcune azioni di monitoraggio, sorveglianza e avvistamento per le giornate e negli ambiti territoriali per cui è previsto un livello di pericolosità alto e/o estremo.
In un'ottica di miglioramento della cooperazione delle forze in campo nella lotta agli incendi prevista dal Piano, anche quest’anno sarà stipulata una convenzione tra il Prefetto di Cagliari, il Comandante regionale dei Vigili del Fuoco, il Direttore generale della Protezione Civile ed il Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, relativa all'impiego del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in concorso con il dispositivo di lotta antincendio della Regione Sardegna.
Da quest’anno il CFVA ha un nuovo strumento di gestione delle informazioni sugli incendi denominato Fire-Cloud, che permette di condividere, attraverso un portale Web residente all'interno della rete regionale, i dati sugli incendi in tempo reale, a tutti i livelli della Struttura operativa, a partire dalle Stazioni Forestali passando dai Centri Operativi Provinciali sino alla Sala Operativa Unificata Permanente - Funzione Spegnimento. Il punto di forza del nuovo Sistema risiede nell'univocità del dato, nel controllo incrociato effettuato da parte dei diversi operatori che lo gestiranno e nel fatto di creare un "fascicolo incendio" nel quale sono raccolti tutti gli elementi essenziali del singolo evento.
Già dalla revisione 2013 è stata introdotta la metodologia di calcolo dell'indice comunale di pericolosità e di rischio. In particolare, per il calcolo della pericolosità, tale metodologia si base sia su parametri legati alla morfologia e all'uso del suolo sia su parametri legati agli incendi pregressi. Parimenti, il calcolo dell'indice di rischio si basa su parametri legati alla capacità di contrasto del fenomeno degli incendi (es. dislocazione e distribuzione delle componenti operative del sistema di avvistamento e di lotta). Pertanto, nella revisione 2014 entrambi gli indici (pericolosità e rischio) sono stati aggiornati e rappresentano un elemento alla base del calcolo del rischio delle aree di interfaccia individuate nella pianificazione comunale.
Come lo scorso anno, nel periodo compreso tra il 1 giugno e il 15 ottobre viene elaborato quotidianamente, a cura della Direzione Generale della Protezione Civile, il Bollettino di previsione di pericolo di incendio. La previsione di pericolo è espressa su base provinciale ed è distinta in 4 livelli: bassa, media, alta ed estrema.
Il bollettino, per ciascun livello di pericolosità, descrive tre tipologie di informazione: a) la possibile fenomenologia attesa in caso di innesco; b) le azioni di prevenzione da intraprendere per ridurre le possibilità di inneschi; 3) il livello di schieramento ed impiego delle forze di lotta attiva, adeguato al grado di pericolosità, compromesso ideale tra efficacia di azione e costi.

La previsione è resa pubblica attraverso il bollettino giornaliero, consultabile ordinariamente entro le ore 14:00, sul sito istituzionale della Protezione Civile Regionale all'apposita sezione dedicata ai “Bollettini di previsione di pericolo di incendio”.
I bollettini sono accessibili a tutto il pubblico, anche al fine di ridurre i comportamenti che possano accidentalmente essere causa di pericolo di innesco. I principali fruitori delle informazioni pubblicate sono comunque le istituzioni e le organizzazioni impegnate nella campagna di lotta attiva, cui spetta l'esecuzione di specifiche azioni in funzione del grado di pericolo segnalato nel bollettino.
Nelle more della ridefinizione dell'assetto organizzativo e delle competenze del nuovo ordinamento degli enti locali, relativamente all’istituzione degli uffici territoriali quali strutture periferiche della Direzione generale della protezione civile che operano in ambito sovra comunale per le finalità di cui alla L.R. n. 36 del 20.012.2013, ai sensi dell'art. 70, della LR 12 giugno 2006, n. 9, come modificato dalla LR 36/2013, il Piano Regionale Antincendio costituisce per le Province la disciplina di indirizzo per la definizione degli interventi di prevenzione dei rischi, ai sensi dell’Art. 106 terzo comma lett.c) delle norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale. A tale fine le Province adottano, come parte integrante dei propri piani urbanistici, le norme finalizzate alla prevenzione degli incendi nelle aree boschive, urbane e periurbane.  Rispetto alla scorsa campagna aib, non è prevista la presenza dei funzionari Provinciali nei COP e la funzione di attivazione delle Organizzazioni di Volontariato, precedentemente svolta dal funzionario provinciale, è svolta dal rappresentate del CFVA presso il COP.
Il Piano si compone dei seguenti elaborati: 
- Pianificazione Regionale;
- Presidi Territoriali AIB;
- Elenco delle risorse idriche e dei punti di avvistamento;
- Pianificazione dei Parchi nazionali presenti nella Regione (Asinara e La Maddalena);
- Cartografia allegata alla pianificazione regionale;
- Cartografia delle insorgenze e delle aree percorse da incendio; 
- Incendi rilevanti anno 2013;
- Pianificazione, indice di pericolosità e di rischio comunale;
- Viabilità comunale ad elevato rischio.

Il Piano rimanda ad un successivo momento la predisposizione dei piani operativi ripartimentali, elaborati dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (C.F.V.A.) in collaborazione con l'Ente Foreste della Sardegna, contenenti gli aspetti più operativi ancorati alle giurisdizioni territoriali delle strutture del Corpo, affinché il modello concettuale ed attuativo aderisca meglio alle diverse realtà della Sardegna.

Gli allegati cartografici rappresentano su base regionale i tematismi utilizzati per la valutazione del rischio di incendio boschivo.

Spazio importante è dedicato alla migliore conoscenza del fenomeno, attraverso le tecniche investigative e le azioni di intelligence condotte dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, il cui contributo mette in luce il ruolo e le responsabilità dei singoli cittadini e delle amministrazioni pubbliche nei comportamenti dai cui hanno origine gli incendi. Le prescrizioni regionali antincendio approvate con Deliberazione della Giunta Regionale 14/41 del 18 aprile 2014, sono parte integrante del piano regionale.
Si specifica che utilizzando le ultime versioni di Acrobat Reader è possibile interagire e consultare la cartografia allegata al Piano attivando dai pannelli di navigazione i pulsanti dei livelli e dell'albero modello. Sarà così possibile accendere e spegnere i singoli strati cartografici e visualizzare i dati tabellari dei singoli elementi tramite lo strumento "Dati oggetto". Altresì è possibile misurare distanze e coordinate geografiche mediante gli strumenti di "Misura" e "Posizione geospaziale".

Documenti correlati:

DELIBERAZIONE N. 18/17 del 20 maggio 2014 [file.pdf]

1 Piano generale [file.pdf]
2 Presidi Territoriali AIB [file.pdf]
3 Risorse idriche e Rete di avvistamento [file.pdf]
4 Piani dei Parchi Nazionali [file.pdf]
5 Cartografia regionale [file.pdf]
6 Incendi e insorgenze dell’ultimo quinquennio [file.pdf]
7 Incendi rilevanti 2013 [file.pdf]
8 Pianificazione comunale e indice di Pericolo e di Rischio [file.pdf]
9 Viabilità comunale ad elevato rischio [file.pdf]

Link utili:
Prescrizioni regionali antincendio 2014-2016
Previsione giornaliera pericolo incendi

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