rescEU: il Meccanismo europeo di risposta alle emergenze su cui possiamo contare

Il contesto
Negli ultimi anni l'Europa è stata teatro di gravi catastrofi naturali e di origine antropica
: incendi boschivi, inondazioni, tempeste e terremoti hanno causato importanti perdite di vite umane. Nel 2018 oltre 100 persone hanno perso la vita in Europa a causa di calamità naturali o disastri provocati dall'uomo; i soli incendi boschivi hanno interessato 22 Stati membri dell'UE. Ad essere colpiti oggi non sono solo gli Stati della regione mediterranea, ma anche Paesi in cui gli incendi boschivi erano un tempo meno frequenti (come Svezia, Germania, Irlanda, Finlandia e Lettonia) nei quali negli ultimi anni si è registrato un aumento dei rischi a causa della crisi climatica, delle condizioni meteorologiche estreme e di lunghi periodi di siccità.
In questo contesto, la capacità di intervento dei singoli Paesi e il Meccanismo europeo di protezione civile sono stati messi a dura prova ed è emersa la necessità di potenziare la capacità di risposta.
Su proposta della Commissione europea, Parlamento e dal Consiglio hanno quindi rafforzato e aggiornato il Meccanismo di protezione civile adottando l’iniziativa rescEU, che rappresenta un livello di protezione aggiuntivo all’interno del Meccanismo di Protezione Civile.

rescEU: la strada percorsa finora
Dal 2001 l’Europa dispone di un Meccanismo comune di protezione civile, un sistema di risposta alle catastrofi che consente ai Paesi membri colpiti da situazioni di emergenza di chiedere assistenza ad altri Paesi europei
. Al Meccanismo partecipano tutti gli Stati membri oltre ad Islanda, Montenegro, Norvegia, Macedonia del Nord, Serbia e Turchia.
Ogni Paese può fornire aiuto mettendo a disposizione il contributo volontario di risorse ed esperti. Le offerte di assistenza e i contributi volontari degli Stati partecipanti sono coordinati dal Centro di coordinamento di risposta alle emergenze, che ha sede a Bruxelles.
Tutti i Paesi del mondo possono richiedere assistenza: in passato il Meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea è stato utilizzato efficacemente per soddisfare più di 300 richieste di assistenza all’interno e all’esterno dell’UE. Nell’ambito del Meccanismo, dal 2014 l’Italia ha fornito risposta a 23 emergenze, e richiesto assistenza quattro volte.
Negli ultimi anni, condizioni meteorologiche estreme e nuove minacce emergenti hanno messo a dura prova la capacità degli Stati membri di aiutarsi a vicenda, in particolare quando più Stati si sono trovati ad affrontare simultaneamente lo stesso tipo di calamità (in particolare, incendi durante la stagione estiva). In questi casi, a causa di mezzi limitati o a fronte di una totale indisponibilità di mezzi, l'UE non disponeva di risorse proprie per aiutare gli Stati in difficoltà.
Nel 2019 è così stato introdotto rescEU, una riserva supplementare di risorse (elicotteri, aerei antincendio e altri mezzi) in aree in cui sono state riscontrate carenze comprovate a livello europeo. Tali risorse possono essere impiegate rapidamente per integrare le risorse nazionali. Con rescEU si dispone quindi ora di una flotta di emergenza a livello europeo pronta a intervenire immediatamente, rendendo il Meccanismo di protezione civile ancora ancora più efficace.
La prima flotta di aerei ed elicotteri antincendio è stata istituita nel maggio del 2019, in vista della stagione degli incendi boschivi. La flotta aiuta gli Stati membri dell’UE a garantire un intervento completo e più rapido in caso di crisi, agendo come una rete di sicurezza quando le capacità nazionali sono messe a dura prova e le capacità del Meccanismo di protezione civile europeo non sono disponibili.
Gli sforzi di rescEU sono complementari a quelli della Protezione Civile nazionale e acquisiscono particolare importanza quando più Paesi si trovano ad affrontare contemporaneamente lo stesso tipo di evento e sono quindi impossibilitati ad aiutarsi a vicenda.
Il nuovo sistema non è solo una «rete di sicurezza» per mobilitare esperti, squadre e risorse, ma anche un sistema che rafforza la capacità europea di prevenzione, preparazione e reazione alle catastrofi.
Finora sei Paesi (Croazia, Francia, Grecia, Italia, Spagna e Svezia) hanno messo i propri equipaggiamenti (inclusi elicotteri e aerei antincendio) a disposizione della flotta rescEU. L’Italia contribuisce a rescEU con due aerei.

Una protezione civile europea più forte
L'aggiornamento del Meccanismo europeo di protezione civile avviato nel 2019 ha rinforzato e potenziato tutti gli elementi di gestione del rischio dell'Unione europea in caso di disastro. Oltre alla creazione di rescEU, sono state consolidate le capacità nazionali, sostenendo la prevenzione e le attività preparatorie nei Paesi partecipanti.
L'UE ha inoltre aumentato il sostegno finanziario dedicato al pool della Protezione Civile europea. Istituito nel 2013, il pool rafforza la capacità di intervento dell'Europa in caso di calamità, garantendo l'operatività del maggior numero possibile di mezzi in caso di un evento calamitoso.
Quando i diversi mezzi sono impiegati nell'ambito del Meccanismo europeo di protezione civile, il sostegno finanziario può essere utilizzato per adattare o riparare i mezzi, per coprire i costi operativi all'interno dell'UE e i costi di trasporto al di fuori dell'UE.
La Rete europea di competenze in materia di protezione civile, di recente creazione, è una piattaforma destinata agli esperti di protezione civile e al personale di gestione delle emergenze, nata per condividere conoscenze, pratiche ed esperienze. Attraverso questa rete, l'UE intende rafforzare la gestione europea del rischio di crisi.
Sono state inoltre razionalizzate e semplificate le procedure amministrative per l’attivazione del Meccanismo, in modo da ridurre il tempo necessario per raggiungere le persone bisognose di assistenza.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina ufficiale della Commissione europea.

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