Evento MED-Star Giorno 2

MED-Star, progetto strategico, progetti semplici e prospettive future

Si è appena conclusa la seconda e ultima giornata dedicata al progetto MED-Star, ospitata presso l’Aula Magna del Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Sassari.

In particolare oggi, martedì 13 settembre, si è parlato dei risultati più interessanti ottenuti grazie alle attività portate avanti all’interno del progetto, illustrate per singola componente dai relatori dei vari partner con particolare focus sul valore aggiunto e le opportunità per i territori.

Sono stati inoltre presentati i 5 PAC del progetto ed è stato dato spazio alla presentazione dei 4 progetti semplici INTERMED, MED-COOPFIRE, MED-FORESTE e MED-PSS collegati al progetto strategico MED-Star ma dal taglio più operativo, all’interno dei quali sono state realizzate una serie di azioni pilota.

L'apertura della giornata, organizzata dalla dottoressa Valentina Bacciu della Fondazione CMCC, è stata affidata alla dottoressa Donatella Spano, docente ordinaria del Dipartimento di Agraria dell'Università di Sassari. Dopo essersi complimentata con i partecipanti e ringraziando tutti per il lavoro svolto, la dottoressa ha lasciato la parola ai colleghi, i Professori Pietro Pulina e Pier Paolo Roggero, Direttore del Dipartimento.

Portando i saluti del Rettore Gavino Mariotti, entrambi i docenti hanno evidenziato l’importanza del progetto MED-Star per quanto riguarda la prevenzione, la pianificazione e la lotta agli incendi, e in particolare di aver fatto dialogare amministrazioni con competenze spesso diverse su questo tema molto caro al Dipartimento.

La prima parte della giornata è stata dedicata al progetto strategico MED-Star, con l’intervento di Stefano Campesi della DGPC, che ha fatto una breve sintesi della storia del progetto e del suo obiettivo generale, quello di contribuire a rafforzare la capacità delle istituzioni pubbliche nel prevenire e gestire il crescente rischio incendi dovuto anche ai cambiamenti climatici, mediante opportune attività di adattamento e non solo.

La mattinata è proseguita con gli interventi dedicati alle specifiche componenti del progetto, come la comunicazione, esposta da Michele Salis del CNR -IBE di Sassari, che ha messo l’accento sulle attività di tipo digitale, ad esempio la comunicazione sui social network, degli eventi, come la conferenza svoltasi ad Alghero la scorsa primavera, che ha visto la partecipazione di relatori provenienti da 32 paesi del mondo per un totale di 350 contributi scientifici e delle pubblicazioni scientifiche, tutte disponibili su piattaforme Open Access. Tra i risultati di questa componente, è stato evidenziato anche il lavoro dedicato alla realizzazione di protocolli tipo per la popolazione a rischio.

La parte dedicata al monitoraggio incendi è stata esposta da Paolo Fiorucci della Fondazione CIMA e da Paola Du Jardin della Protezione Civile della Regione Liguria. Entrambi i relatori hanno evidenziato la necessità di avere degli indicatori standardizzati per capire come e quale procedura utilizzare già dal primo momento in cui si verifica l’evento, e di come ancora non sia stato possibile trovare un accordo unico. Fiorucci ha mostrato anche la piattaforma sugli eventi, e della necessità di avere dei bollettini armonizzati.

Paola Du Jardin ha messo invece l’accento sulle buone pratiche, tra queste la condivisione dei dati, resi disponibili anche in sala operativa e in tempo reale, e dell’uso del simulatore Propagator. Tra tutte le buone pratiche meritano sicuramente attenzione i sistemi di allerta precoce, come ampliamento di quelli di videosorveglianza già esistenti, il tutto nell’ottica di un miglioramento di allerta precoce.

Di modellistica meteorologica ha parlato invece Bachisio Arca, del CNR - IBE, mentre Salvatore Cinus del CFD della DGPC Sardegna ha illustrato la componente dedicata alla previsione degli incendi, sottolineando, oltre all’importanza della raccolta dei dati, della standardizzazione della reportistica, e di un modello di coordinamento operativo, anche quanto siano importanti gli scambi di esperienza, non ultimo quello avvenuto nella giornata di ieri.

Francesco Tola, direttore del Servizio Territoriale di Sassari della DGPC, ha incentrato il suo intervento sulla comunicazione istituzionale e su un protocollo di sensibilizzazione per la popolazione al rischio incendio, che deve essere accattivante e suddivisa per target. Si è parlato anche della necessità di una maggiore integrazione tra pianificazione territoriale, forestale e antincendio suddivisa per ambiti di bacino e della necessità di una legislazione che voglia puntare sulle pratiche di selvicoltura e selvi pastoralismo come pratiche di prevenzione AIB.

Gianluca Calvani della Regione Toscana ha focalizzato il suo intervento sulle buone pratiche, distinguendo per gestione incendi e pianificazione, in particolare su piani specifici di prevenzione nei punti critici.

In seguito, Valentina Bacciu del CMCC ha parlato invece del potenziale impatto dei cambiamenti climatici negli incendi boschivi e della necessità di un approccio partecipativo, proponendo incontri sull’adattamento e un gruppo di coordinamento transfrontaliero.

La seconda parte della giornata è stata dedicata all’esposizione dettagliata dei progetti semplici : MED-FORESTE, illustrato da Annalaura Vannuccini di ANCI Toscana e Cristiano Foderi dell’Università di Firenze, MED-COOPFIRE, presentato da Francesca Lantero della Regione Liguria, MED-PSS, esposto da Laura Carlon della Regione PACA e INTERMED, illustrato da Jean Noel Juillard di CDInnov.

In questa fase è intervenuto anche Pierluigi Vinai, componente del Comitato di Sorveglianza competente per l’attuazione del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia “Marittimo” 2014/2020 e Direttore di ANCI Liguria partner del progetto MED-Star, che ha sottolineato, tra le altre cose, l’importanza di continuare la cooperazione affinando tecniche e pratiche sviluppate in questi anni.

Nell’ultima parte del pomeriggio è stata invece intavolata una discussione aperta, dal titolo “Conclusioni finali e prospettive future”, che ha permesso a tutti i partecipanti di discutere su buone pratiche e opportunità di cooperazione transfrontaliera, partendo da quanto appreso durante l’intero progetto e le due giornate appena trascorse. Dalla discussione si sono ottenuti buoni spunti di riflessione in ottica futura e anche in vista della nuova programmazione, rispetto soprattutto alla possibilità di revisione delle strategie di prevenzione e per la gestione degli incendi.

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