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IL SISTEMA AMBIENTALE DELLA SARDEGNA

Rete regionale conservazione mammiferi e tartarughe marine

Il Servizio Tutela della Natura dell’Assessorato Difesa Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna ha realizzato una rete per il recupero e la cura della Fauna Marina in difficoltà. A partire dal 2005 gli organismi coinvolti operano congiuntamente nell’ambito costiero regionale garantendo la capillarità degli interventi di recupero, grazie ai rapporti di stretta collaborazione sviluppati tra differenti soggetti istituzionali, e non, che hanno competenza lungo la costa:
- il corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna;
- la guardia costiera;
- la guardia di finanza;
- le unità marittime della Polizia di Stato;
- i carabinieri;
- gli Istituti di ricerca e le Università;
- le comunità professionali (veterinari, educatori, operatori della comunicazione,...);
- gli Enti Pubblici (Servizi veterinari delle ASL, Comuni, Polizie municipali,...)
- i volontari (studenti, associazioni, scuole, diportisti, pescatori,...).

La Caretta caretta è una specie considerata in pericolo di estinzione dalla International Union for the Conservation of Nature (Iucn) ed è inserita nell’appendice uno della Cites (Convention of international trade in endangered species of wild fauna and flora). Ulteriori atti che ne ribadiscono la necessità di tutela sono la Convenzione sulle specie migratorie di Bonn, la Convenzione di Berna per la salvaguardia dei siti di nidificazione e quelle di Barcellona e del Map (Mediterranean Action Plan). Negli ultimi anni nel Mediterraneo si è registrato un calo numerico nelle popolazioni delle diverse specie di tartarughe. Le cause, tutte comunque legate all’antropizzazione, concorrono ad accelerare i tassi di mortalità anche per gli adulti e non solo tra gli individui immaturi. I fattori di disturbo per le tartarughe marine in ambito costiero sono dovuti a diverse cause: l’intensificazione del traffico di imbarcazioni che porta ad un aumento impatti accidentali con gli scafi e le eliche, l’inquinamento delle coste che espone maggiormente gli animali ad infezione e malattie, la forte antropizzazione della fascia costiera che ha modificato gli habitat, l’aumento delle attività di pesca che le rendono prede, seppur indesiderate, di diversi strumenti da pesca. Nel periodo estivo, col riscaldamento dell’acqua, le tartarughe marine giungono nelle nostre coste in cerca di cibo. Il loro numero esiguo rende molto difficile l’osservazione in mare e spesso si ha la possibilità di trovare solo gli animali in difficoltà che, spinti dalla corrente, si riversano sulle spiagge in fin di vita. Per la salvaguardia della fauna marina di fondamentale importanza sono le segnalazioni di animali in difficoltà o di ritrovamenti di animali deceduti che regolarmente arrivano da turisti o cittadini.

Anche i pescatori vengono a contatto spesso con questi animali che sono attratti dalle esche dei palamiti o rimangono impigliati nelle reti.
Attraverso l’assessorato difesa ambiente, il numero verde 1515 del corpo forestale della Sardegna raccoglie le segnalazioni e avvisa tempestivamente i diversi nodi della Rete Regionale che intervengono direttamente sul luogo o indirettamente supportando le operazioni di recupero. L’attività interviene sia su tartarughe marine che su cetacei e solo nel corso del 2007 sono stati rimessi in libertà 25 esemplari di Caretta caretta.
Prima di essere messe liberate le tartarughe vengono curate e seguite secondo precisi programmi di riabilitazione. Per il loro mantenimento necessitano di attenzioni particolari e di una alimentazione molto varia e ricca. Dopo accurate valutazioni, l’animale è solitamente contrassegnato con una targhetta identificativa. In caso di ritrovamento dell’individuo, questa semplice operazione, non solo fornisce informazioni sugli spostamenti compiuti nel tempo dagli animali, evidenziandone le rotte migratorie.

Grazie alla presenza delle quattro Aree Marine Protette :
"Penisola del Sinis- Isola di Mal di Ventre"
"Capo Caccia- Isola Piana"
"Tavolara - Punta Coda Cavallo"
"Capo Carbonara"
due Parchi Nazionali:
Parco Nazionale Arcipelago di "La Maddalena"
Parco Nazionale "Isola dell’Asinara"
e un centro privato:
"Laguna di Nora"

Documenti correlati:
Depliant progetto [file.pdf]
Poster progetto [file.pdf]