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IL SISTEMA AMBIENTALE DELLA SARDEGNA

Rete regionale conservazione fauna marina

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Per far fronte al calo numerico di tartarughe e mammiferi marini registrato nel Mar Mediterraneo e in attuazione della Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.) le Direzioni generali dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente e del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale hanno avviato, dal 2005, una collaborazione con le Capitanerie di Porto di Cagliari e Olbia, le unità navali della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, i centri di recupero delle Aree Marine Protette della Sardegna e i Parchi Nazionali ‘Arcipelago di La Maddalena’ e ‘Isola dell’Asinara’ per realizzare il soccorso e la cura della fauna marina in difficoltà.
Il Servizio Tutela della natura e politiche forestali ha coordinato e sostenuto le attività attraverso la destinazione annuale di un contributo economico e ha provveduto alla assegnazione in comodato d’uso, nell’ambito del progetto GIONHA e dove necessitava, di dotazioni strumentali minime per garantire il benessere e la cura degli animali recuperati.
Con la stipula nel 2009 di un Protocollo di Intesa si istituisce la Rete regionale per la conservazione della fauna marina (tartarughe e mammiferi marini) e gli organismi già coinvolti in passato si arricchiscono e si avvantaggiano di ulteriori professionalità e competenze attraverso i quali, grazie ai rapporti di stretta collaborazione sviluppati tra differenti soggetti istituzionali, sono riusciti ad operare congiuntamente nell’ambito costiero regionale garantendo la capillarità degli interventi di recupero.
Fanno attualmente parte della Rete regionale per la conservazione della fauna marina:
- la Regione Autonoma della Sardegna con la Direzione generale della Difesa dell’Ambiente - Servizio Tutela della natura e politiche forestali e la Direzione generale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale
- le Capitanerie di Porto – Guardia costiera con le Direzioni marittime di Cagliari e Olbia
- la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli
- i Parchi Nazionali Arcipelago di La Maddalena e Isola dell’Asinara
- le Aree Marine Protette della Sardegna ‘Capo Caccia-Isola Piana’, ‘Tavolara-Capo Coda Cavallo’, Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre’ e ‘Capo Carbonara’
- il Comune di Pula in collaborazione con il Centro Recupero Cetacei e Tartarughe marine ‘Laguna di Nora’.
Le attività condotte in particolare dal Corpo Forestale V.A., dalle Aree Marine Protette e dai Parchi Nazionali e dalle Capitanerie di Porto hanno consentito il recupero e il soccorso in mare di numerosi esemplari di tartarughe marine, dalla comune Caretta Caretta (Tartaruga comune) a quelle più rare nei nostri mari (Chelonia mydas Tartaruga verde e Dermochelys coriacea Tartaruga liuto), il soccorso e la liberazione di mammiferi marini (delfini, tursiopi, stenelle etc.).
Altro campo di attività interessa gli ormai frequenti casi di nidificazione della Caretta caretta sulle spiagge della Sardegna: la tutela e il monitoraggio di tali eventi sono di straordinaria importanza per la conservazione della specie e necessitano di ulteriori sforzi di coordinamento tra gli organismi competenti per garantire la conclusione positiva degli eventi.
Fondamentali, altresì, i numerosi e costanti incontri informativi e di sensibilizzazione, anche nelle scuole di vario ordine e grado, che la Rete promuove e realizza con il coinvolgimento dei pescatori, degli operatori turistici, dei centri diving operanti sulle coste della Sardegna, contribuendo allo sviluppo di una maggiore sensibilità verso la salvaguardia dell’ecosistema marino, favorendo inoltre la diffusione di buone pratiche e di comportamenti corretti volti a prevenire e ridurre le cause di mortalità legate all’antropizzazione.

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