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FORESTE E PARCHI DELLA SARDEGNA
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Montes
La foresta di Montes ospita una lecceta d'alto fusto plurisecolare unica nel bacino del Mediterraneo per estensione, fisionomia, caratteristiche ecologiche e paesaggistiche.
"...C’è una regione detta Fontanabona, con alcune capanne di pastori, quasi tutti banditi del villaggio di Orgosolo, .... fui ricevuto con più di dodici fucili puntati sulla mia persona, con l'ingiunzione di non fare un passo in più..."
("Itinerario dell’Isola di Sardegna" di Alberto La Marmora, 1840)

Inquadramento geografico e amministrativo
Provincia: Nuoro
Comune: Orgosolo
Superficie: circa 4586 ha
Complesso Forestale: Supramonte

Come si raggiunge
La foresta di Montes è facilmente raggiungibile da Orgosolo percorrendo la strada provinciale 48. Dopo un percorso di circa 15 km. si arriva alla casa del Complesso Forestale dell'Ente Foreste della Sardegna, in località Lodei Malu (Funtana Bona)
Coordinate GPS (nota: dato approx. per località Montes): N 40° 07' 19" E 09° 23' 47" (coordinate geografiche DMS, sistema di riferimento WGS84).
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Descrizione generale
La Foresta Demaniale di Montes ricade nel territorio comunale di Orgosolo e si estende dai primi contrafforti del massiccio del Gennargentu (M.Armario e Passo Correboi), all'alta valle del Cedrino, al Supramonte sino al rio Flumineddu che ne costituisce il confine est.
E' un bene ex-ademprivile trasferito dalla Cassa di Credito Agrario di Sassari all'A.F.D.R.S. nel 1914 in un unico lotto di territori demaniali forestali comprendente, oltre Montes, alle tenute di Sos Littos (Bitti), Sas Tumbas (Alà dei Sardi), Monte Olia (Monti) e Santu Marcu (Loculi).
L'intera area del complesso ricade in zona vincolata ai sensi del R.D. n°3267/1923 e della L. 991/52 ed è stata dichiarata oasi permanente di protezione faunistica e di cattura con decreto dell’Assessorato alla Difesa Ambiente n. 139/79 e area S.I.C. ITB002212.

Da vedere
La foresta di Montes offre al visitatore un insieme di meravigliosi paesaggi e specie naturalistiche di grande interesse come la straordinaria lecceta di "Sas Baddes" - una tra le poche superstiti nel continente europeo -, lo spettacolare panorama che si affaccia sul pianoro di “Su Mudrecu” - caratterizzato dalle forme tragiche, ma anche uniche, degli scheletri dei ginepri, testimonianze del catastrofico incendio che distrusse la foresta nel 1931 - ed il Monte Novo San Giovanni con le sue guglie alte fino a 70 metri, facilmente raggiungibile attraverso un sentiero forse di origine preistorica.
Nella foresta sono presenti un po’ dappertutto, i resti, anche di età nuragica, di ovili che testimoniano come in passato la presenza umana nel territorio di Montes fosse più marcata. Lungo il tragitto che da Funtana Bona porta alla località Sa Senepida si incontrano numerosi “Cuiles”, cioè gli ovili dei pastori con i caratteristici “Pinnetos” che sono ricoveri per gli abitanti della montagna costruiti su base di pietra e copertura in legno e frasche.
Fra gli insediamenti nuragici più interessanti citiamo il villaggio di Sas Baddes, inserito perfettamente in una fitta foresta di lecci. In prossimità del fiume che attraversa la valle Sa Senepida si incontrano invece due tombe di giganti e nel cuore della foresta è possibile vedere i resti di un’imponente nuraghe: il Nuraghe Mereu. Da questo nuraghe, costruito con massi di bianco calcare, si gode un eccezionale panorama sulle pareti tagliate della gola di Gorropu.

Aspetti climatici
L’area forestale presenta condizioni climatiche tipiche del regime mediterraneo con precipitazioni concentrate principalmente nel periodo autunnale ed invernale, poche nevicate ed estati aride con temperature che possono raggiungere i trenta gradi nei mesi di luglio e agosto.

Aspetti geopedologici
Dal punto di vista geologico, l’area è costituita dai calcari mesozoici, le cui forme di erosione più spettacolari sono i tacchi di Monte Novo S. Giovanni, Monte Fumai e Monte Su Biu ed i canyon della gola del Rio Flumineddu.
La zona è ricca di sorgenti tra le quali ricordiamo la sorgente di Funtana Bona dalla quale ha inizio il corso del fiume Cedrino e dove si trova una gradevole area di sosta.

Aspetti vegetazionali
La formazione forestale più diffusa é la lecceta che trova nelle aree del Supramonte il suo optimum climatico. Nella foresta di Montes si trova una delle più antiche ed estese leccete – oltre 1000 ettari – dell’interea area del Mediterraneo: la lecceta di "Sas Baddes". I lecci secolari convivono con grandi alberi di fillirea, acero minore, tasso, agrifoglio e arbusti di corbezzolo.
Tra le specie che vivono nel sottobosco è riconoscibile la peonia chiamata Rosa peonia per la sua bellezza: è una pianta perenne erbacea dai fiori grandi di colore rosso porporino e dalle magnifiche e spettacolari fioriture rosee all’inizio della primavera.
Su ampie aree del Supramonte, a seguito al vasto incendio del 1931 nella valle del Rio Olai, sui versanti di Mandra 'e Caia, M. Armario, Cuccuru 'e Paza, la foresta di leccio ha lasciato il posto alla macchia e alla gariga. La presenza di numerosi animali domestici al pascolo brado, ostacola tuttavia l'evoluzione della vegetazione verso forme più complesse: macchia bassa, macchia alta ed infine bosco.
Infatti nonostante la rinnovazione naturale del leccio sia abbondante, stenta a crescere ed affermarsi in quanto le piantine sono sottoposte ad una “potatura” continua da parte del bestiame. Quale azione di difesa le piante tendono allora ad assumere una forma cespugliosa ed occorrono quindi molti anni per potersi sviluppare in altezza ed arrivare alla forma arborea.
Da segnalare nelle zone rupestri e di vetta, la presenza di una flora ricca di rare specie endemiche.
Particolare attenzione merita il Monte Novo S.Giovanni sul quale è possibile ammirare autentiche rarità come il Ribes sandalioticum, il Cerastium sopramontanum, erbacea di piccole dimensioni dai fiorellini bianchi con venature verdastre ed il Hieracium sopramontanum, una composita dai fiori gialli.
Sul sentiero che conduce a Monte Fumai è possibile riconoscere l’endemico Ranno di Sardegna (Rhamnus persicifolius) e sulle pareti verticali del tacco calcareo la rarissima Lonicera cyrenaica, esclusiva in Europa nelle aree calcaree del centro Sardegna.

Aspetti faunistici
Tra le specie tipiche degli ambienti boschivi montani sono presenti: l’aquila reale, l’astore, lo sparviere, il gheppio, il colombaccio, la cornacchia grigia di Sardegna ed il corvo imperiale di Sardegna.
Tra i mammiferi: il muflone, simbolo degli ambienti più selvaggi e che ha trovato nella foresta di Montes il proprio areale di elezione riuscendo ad adattarsi perfettamente all’ambiente ostile della montagna; in questa foresta è inoltre molto facile imbattersi in piccoli branchi di mufloni ed ammirarne l’eleganza all'interno di un ambiente ostile e selvaggio.
Molto numerosa e comune è la colonia del cinghiale sardo: con il "grifo" scava nel terreno lasciando tracce visibili del suo passaggio - le cosiddette "arature".
In foresta vivono poi il gatto selvatico, la martora, il topo quercino ed il ghiro; ai limiti del bosco vivono invece la lepre, il coniglio selvatico, la pernice e la volpe.

Consulta le pagine
Area naturale del Golfo di Orosei - Gennargentu
Educazione ambientale: il progetto Inforesta
Sui beni ademprivili: Storia delle Foreste Demaniali

Documenti correlati
Carta della Foresta Demaniale
Scheda Tecnica Foresta demaniale di Montes [file .pdf]

Galleria fotografica
nureghe Mereu a MontesLa caratteristica forma a fungo dei lecci secolari sono una icona del supramonte, frutto del pesante pascolo di bestiame nel bosco Montes: i tacchi calcarei;  monte FumaiMontes: panorama surreale: nuvole sul tacco calcareo di monte novo san GiovanniMontes: panorama dalla cima di monte novo S.GiovanniMontes, panorama verso il Supramonte di OlienaForesta di Montes, panorama - foto HorusFilms


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