Logo Regione Autonoma della Sardegna
FORESTE E PARCHI DELLA SARDEGNA
box notizie in hp  ›  primo piano  ›  la gestione faunistica di forestas: alcuni aggiornamenti...
La gestione faunistica di Forestas: alcuni aggiornamenti sugli interventi per la difesa del Grifone
grifone in volo con le ali marcate
Ultimo aggiornamento: 19/06/2018

Il progetto Life "Under griffon wings" finanziato dall'UE e condotto dai tecnici di Agenzia FoReSTAS, Univ. Sassari, Comune di Bosa, Corpo forestale in collaborazione con Parco di Porto Conte ed Assessorato Difesa Ambiente prosegue a pieno ritmo per lo sviluppo delle condizioni per la conservazione a lungo termine dell’avvoltoio grifone in Sardegna.
Il restocking (ripopolamento)
L'immissione di animali provenienti dalla Spagna - il cosiddetto restocking finanziato dall'UE grazie al programma LIFE - con oltre 60 grifoni proseguirà dal territorio di Villanova Monteleone, fino al 2020, con la collaborazione della Vulture Conservation Foundation (qui il sito web dell'ONG che opera in tutta Europa per la protezione dei vulturidi).
Si tratta di un’azione importante per la ripresa demografica di questo avvoltoio, ancora fortemente minacciato di estinzione nell’isola.

I grifoni spagnoli rilasciati in Sardegna la stanno esplorando in lungo e in largo
Dopo la liberazione (effettuata il 13 aprile all'interno del Parco di Porto Conte) di 14 grifoni provenienti dalla Spagna e dall’Artis Zoo di Amsterdam, è in corso il monitoraggio di questi avvoltoi sul territorio.

mappatura di alcuni spostamenti

Monitoraggio degli spostamenti
Questa costante azione di monitoraggio sta evidenziando la grande capacità dei grifoni di spostarsi in lungo e in largo attraverso il territorio della nostra Isola.
Alcuni esemplari, più di altri, hanno questa propensione esplorativa ed erratica: è il caso del grifone chiamato Cristallo (contrassegnato con anello 050) che in tre giorni ha percorso più di mille chilometri, visitando in volo e sul terreno circa la metà del territorio della Sardegna.
Un dato interessante, a questo riguardo, è che almeno 5 dei 14 animali liberati hanno esplorato la costa nord-orientale, arrivando fino al Golfo di Orosei ed all'area del Supramonte interno.
Altri avvoltoi si sono spinti molto a sud come nel caso del grifone Conte (contrassegnato con anello 051) e purtroppo recuperato in agro di Sinnai il 9 maggio in pessime condizioni (probabilmente non si alimentava dal giorno della liberazione). Subito ricoverato presso il Centro Recupero Fauna di Bonassai-Olmedo sotto le cure dei veterinari dell'Agenzia Forestas, adesso Contesta meglio: ha completamente recuperato il peso e la forma ed è pronto per essere di nuovo liberato.

Le presunte interferenze con le attività aeroportuali
Com'era stato previsto dai tecnici responsabili del progetto, la maggior parte degli animali si è spostata a sud, unendosi alla popolazione del bosano e lasciando dunque il territorio del parco algherese. Le interferenze con le attività aeroportuali di Fertilia, discusse recentemente, risultano assai ridimensionate dal comportamento degli stessi avvoltoi e dalla loro naturale spiccata tendenza all'erratismo: hanno presto iniziato ad esplorare aree più lontane, attrattive sia dal punto di vista alimentare che sociale.
Confermata la tendenza dei grifoni ad aggregarsi in nuclei numericamente consistenti e territorialmente ampi.
Solo 2 animali si sono effettivamente uniti al piccolo nucleo di Punta Cristallo, che a questo punto rimane limitato alle 2 coppie nidificanti e circa 5-6 immaturi.
Di ieri 4 giugno 2018 la notizia che uno dei grifoni olandesi rilasciati ad Alghero ha sorvolato per ore su Porto Rotondo e Costa Smeralda: è rientrato a Bosa solo la mattina del giorno successivo, concluso il "giro tra i vip".

Marcatura alare
Per il riconoscimento in volo degli esemplari si sta adottando un sistema di marcatura basato su decolorazione delle penne remiganti (ossia quelle delle ali, che costituiscono la parte più importante del piumaggio degli uccelli, indispensabili per volare). La marcatura alare, ossia i segni visibili nella parte inferiore delle ali mentre gli avvoltoi volteggiano in cielo, permette di osservare e riconoscere i vari esemplari.
Eccovi lo schema di marcatura per riconoscere alcuni dei nostri avvoltoi in volo [file .pdf]

marcatura alare grifoni

PERICOLI IN AGGUATO PER I NOSTRI AVVOLTOI
Purtroppo durante il loro girovagare gli avvoltoi incontrano pericoli che si aggiungono ai veleni ancora utilizzati da alcuni irresponsabili.
Ci sono i problemi causati dai cavi elettrici o telefonici contro i quali, a volte, questi animali impattano riportando gravissime ferite.
Ma un altro subdolo pericolo per questi veleggiatori è rappresentato, purtroppo, dalle pale eoliche: pur essendo dotati di una vista straordinaria, i grifoni non percepiscono il pericolo delle grandi pale in movimento a causa della loro sensibilità visiva che produce il fenomeno del "motion smear" (corpi che ruotano a velocità molto alte vengono percepiti come fermi, perché le immagini rimangono impresse costantemente nella retina del volatile dando l’idea di fissità).
Questi impianti, spesso localizzati proprio in zone dove i veleggiatori sfruttano le correnti termiche per portarsi in quota, costituiscono un serio pericolo.

Il peggior esito
Proprio a causa di una pala eolica si è conclusa tristemente la vicenda della giovane Tempestosa - una femmina di avvoltoio grifone liberata il 9 marzo 2017 dopo un ricovero presso il nostro Centro Faunistico di Bonassai (SS).
Il giovane esemplare era stato recuperato - sempre nell’ambito del progetto Life "Under griffon Wings” - subito dopo l’involo nell'estate 2016.
Le erano stati apposti anelli identificativi ISPRA (M5724), un anello arancione (S01) oltre ad apparecchio GPS per la localizzazione.
Dopo un lungo volo che la aveva portata a stazionare per diversi giorni in Ogliastra (Perdasdefogu) i tecnici non avevano più ricevuto il segnale GPS.
Purtroppo, il 16 marzo 2018 i resti di questo povero animale sono stati recuperati dal personale della locale Stazione di Osini del Corpo Forestale e subito consegnati al Centro Fauna di Forestas, presso Bonassai. Qualche giorno dopo, sempre in prossimità delle pale (a conferma dell’identità del grifone) il personale del CFVA ha ritrovato anche il trasmettitore GPS indossato dal grifone morto.
Dagli esami autoptici effettuati dal responsabile veterinario di Forestas, considerata l’entità delle lesioni, si è accertata la morte conseguente ad impatto contro una pala eolica.
Per la Sardegna si tratta della seconda segnalazione di decesso di individui di questa specie a per impatto contro un aerogeneratore.

In Spagna, areale con la più alta concentrazione di Grifoni in Europa, l’impatto contro le turbine eoliche rappresenta la seconda causa di morte per questa specie, dopo gli avvelenamenti.

Alcune immagini, eloquenti, dei danni al collo od alla colonna dei Grifoni soccorsi, sui quali i nostri veterinari non hanno potuto far altro che constatare radiograficamente le fatali lesioni all'intero bacino e della colonna...
lesioni fatali per la colonna del grifone, causate dall'impatto con pale eoliche

lesioni fatali per il collo del grifone, causate dall'impatto con pale eoliche

Decisamente un tema da approfondire anche nella nostra Isola, dove, si spera, la popolazione e le coppie nidificanti di Grifone torneranno presto al di sopra del livello di minaccia di estinzione.