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Sedilo, chiesa di Santu Antine
 
info
Sedilo, veduta del santuario di Santu Antine
L'impianto della chiesa risale alla metà del XVI secolo e risente dei modi tipici dell'architettura gotico-catalana. Di questa prima fabbrica, oltre ai muri della sagrestia, permane la "capilla mayor" con pianta quadrangolare, arco di accesso a sesto acuto e volte a crociera costolonata su peducci variamente scolpiti.
La chiesa che noi oggi vediamo è il frutto di una radicale opera di ampliamento e ristrutturazione avviata nella seconda metà del XVIII secolo che portò all'allungamento dell'aula e alla conseguente costruzione del poderoso corpo bastionato - detto "su forte" - che regge il peso della nuova struttura e crea una sorta di sagrato davanti all'ingresso. I lavori dovettero concludersi entro il 1789, data che si deduce dalle due lapidi murate al lato del portale d'ingresso e, all'interno, nel secondo pilastro di destra.
La facciata è costituita da un ampio e liscio prospetto rettangolare notevolmente sviluppato in larghezza e sormontato da un frontone curvilineo. È realizzata in conci di vulcanite rossastra perfettamente squadrati. Sul prospetto si apre il portale timpanato incorniciato da due colonne su plinti di gusto classicheggiante così come le tre piccole nicchie a conchiglia poste a contorno.
L'interno è costituito da un'unica navata con volta a botte e cappelle laterali aperte sull'aula per mezzo di arconi a tutto sesto che poggiano su possenti pilastri quadrangolari.
Da un punto di vista architettonico - visto anche il contesto paesaggistico - è forse più interessante la popolaresca sistemazione del complesso, molto ben strutturata: il recinto coi suoi grandi portali, l'alberatura, i sedili, i lunghi porticati per i pellegrini e i merciai, l'area circolare per i penitenti tangente alla stradina dove si svolge ogni anno, tra il 5 e il 7 luglio, l'"Ardia", la spericolata corsa a cavallo in onore di San Costantino.