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FORESTE E PARCHI DELLA SARDEGNA
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Monte Lerno
La presenza dell’aspro ed esteso complesso di Monte Lerno, culminante a 1093 m s.l.m e le massime elevazioni della dorsale contigua (Pta Balestrieri, P.ta Selvapinta, Colzu Caddinu si elevano tutte oltre i 900 s.l.m) caratterizza una buona parte dell’area dando al paesaggio una conformazione tipicamente montana.
Inquadramento geografico e amministrativo
Provincia: Sassari
Comune: Pattada
Superficie: 2902,4 ha così ripartito:
- 2552,6 ha concessione dalla RAS per 99 anni
- 349,8 ha concessione dal Comune di Pattada

Tel/fax: 079 755835

Complesso forestale di afferenza: 5A - Monte Lerno-Fiorentini

Aspetti climatici
Il clima è di tipo semi continentale, con inverno umido ad alto surplus idrico. Periodo freddo superiore ai 4 mesi; media minima del mese più freddo inferiore a 3° circa; media dei minimi annui intorno a 4°-5°C; aridità estiva inferiore a 3 mesi con moderato deficit idrico; media del mese più caldo inferiore a 24°C; per cui la parte del territorio preso in esame rientra, riguardo alla classificazione fitoclimatica del Pavari nel Lauretum sottozona fredda.
Le precipitazioni nevose, poco frequenti, ricoprono con abbondanza soprattutto nelle quote più alte, ma permangono nel terreno pochi giorni.
La piovosità è molto elevata nei mesi continentali e talvolta risulta di forte intensità.

Aspetti geopedologici
Il substrato geologico a matrice granitica dà origine ad una morfologia accidentata con creste di varia forma che si alternano ad aree con minore acclività e aspetti morfologici più dolci.
Su questi substrati si riscontra un panorama pedologico vario ed interessante.
Il tipo, la genesi e la proprietà dei suoli sono intimamente connessi alle caratteristiche del substrato e alla copertura vegetale, per cui variano dalle terre brune delle aree pianeggianti e di bassa valle ai litosuoli delle zone più elevate di cresta.
Nel territorio non si riscontrano cime molto elevate si passa dalla punta più alta del Monte Lerno P.ta Campanile a 1.093 m. s.l.m. a una quota di 400 m. in località Badu Onu.

Aspetti vegetazionali
Il quadro generale della vegetazione risulta complesso, in quanto gli interventi sul territorio sono stati molteplici e svariati fino a costituire quell’assetto a mosaico che si presenta attualmente a chi osserva.
I boschi natuali all’interno del perimetro demaniale non sono molto estesi in quanto diversi incendi in vari periodi hanno percorso buona parte della superficie.
Il bosco naturale di leccio si conserva discretamente in località “Sos Littos”.
Dalla composizione floristica attuale della vegetazione di questa zona si denota che è un bosco in rievoluzione o appena rievoluto, in quanto conserva molti elementi della macchi alta (fillirea, corbezzolo, etc.)
In tutta l’area sono ben rappresentate le sugherete con abbondante sottobosco dominato da citiso, erica e corbezzolo.
Le sugherete migliori all’interno del perimetro demaniale sono poste in località “Trataxis” dove sia la produzione che la qualità del sughero sono ritenute ottime.
In altre zone dove l’incendio si è ripetuto più volte sia i suoli che la vegetazione appaiono molto degradati. In questi casi la macchia si presenta nei suoi vari stadi evolutivi e dove la conservazione del suolo ne ha consentito un veloce sviluppo i versanti sono coperti di una macchia a corbezzolo ben compatta che porterà, nel tempo, senza grossi interventi forestali, al bosco. In altri casi il suolo è molto degradato e dilavato con rocciosità affiorante elevata sostiene una macchia bassa a cisti che dirada fino ad assumere un aspetto di gariga.
Nelle zone di cresta è presente una vegetazione meno appariscente in quanto rifugiata tra gli anfratti, ma di grande valore fitogeografico. Sono presenti infatti alcuni endemismi tipici delle aree cacuminali della Sardegna alcuni a larga diffusione, altre molto rare.
Sempre in queste aree, o frammiste nei lembi di bosco meglio conservati, sono presenti elementi relitti quali agrifoglio, tasso, acero minore.
La scelta delle specie è stata fatta valutando le caratteristiche stazionali, prediligendo essenze autoctone quali leccio e sughera consociate a conifere quali cedro e pino marittimo che garantiscono l’ombreggiamento necessario soprattutto al leccio che in fase giovanile è una specie sciafila.
Altre specie utilizzate nei rimboschimenti in stazioni sono la roverella, il castagno, l’agrifoglio e il tasso.

Galleria fotografica
Pattada, nevicata a monte Lerno Pattada, monte Lerno al tramontoMonte Lerno - foto storicheMonte Lerno - foto storicheMonte Lerno - foto storicheMonte Lerno - foto storiche


Come si raggiunge
La foresta si raggiunge principalmente attraverso la s.p. 128 bis Ozieri-Pattada e la s.s. 389 Pattada-Budduso.

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