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Ghiro sardo
Ghiro-Sardo
Myoxus glis melonii
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Rodentia
Famiglia: Gliridae
Nome sardo: Ghiru, sorigàrgia, can’e serra
Origine zoogeografica: Paleartica

Areale di distribuzione: Il ghiro è una specie ad areale eurasiatico e tra le specie di Gliridi, è la prima ad essere entrata a far parte della fauna italiana nel corso del Pleistocene. E’ presente in Sardegna con la sottospecie Myoxus glis melonii(Thomas, 1907), probabilmente introdotta dai romani, principalmente nel Supramonte di Orgosolo e di Dorgali.

Identificazione: La pelliccia è formata da uno strato uniforme di colore grigio argenteo sul dorso mentre la parte ventrale è bianco giallastra. Le orecchie non sono molto grandi, gli occhi sono grandi e sporgenti, circondati da una chiazza scura; la coda è folta e lunga dagli 11 ai 16 cm, uguaglia all’incirca la lunghezza testa-tronco (13-21 cm). La varietà sarda risulta leggermente più grande della varietà europea.

Habitat ed Ecologia: Specie di abitudini gregarie, vive in gruppi familiari in genere molto numerosi; abita soprattutto i boschi misti di latifoglie, fino ad un’altitudine di 1000 m, e negli ambienti boschivi frequenta soffitte, sottotetti, legnaie. Molto agile e di abitudini arboricole, è una specie notturna e durante il giorno si ritira nel nido. Quest’ultimo, presenta sempre più ingressi e viene costruito con erba, legnetti e rivestito con materiale soffice e morbido. Talvolta utilizza nidi abbandonati dagli uccelli o buchi degli alberi cavi. Il ghiro si nutre durante le ore notturne, privilegiando la frutta, le ghiande, le noci, germogli, insetti, lumache; solo una piccola parte della sua dieta è di origine animale. E’ capace di saltare da un ramo all’altro grazie ai piccoli e solidi artigli e alla coda utilizzata come strumento d’equilibrio e di sostegno. Sverna anche sottoterra, nei nidi “invernali”, alla profondità di circa 60 cm, accumulando prima di tale periodo una notevole riserva di grasso, che gli consente di superare il periodo di letargo, peraltro discontinuo nelle isole mediterranee.

Riproduzione: Come il quercino, diviene sessualmente maturo a un anno di età e vive fino ai 5 -7 anni di età. Il periodo riproduttivo, nelle isole, si estende da maggio ad ottobre; la femmina partorisce una sola volta all’anno da 2 a 7 piccoli, dopo una gestazione di circa 30giorni. I piccoli vengono allattati per 4 settimane e diventano indipendenti già a due mesi. Gli accoppiamenti hanno luogo principalmente a luglio.

Fattori di minaccia: La specie è rara e confinata in zone poco accessibili, ma ristrette. Le modificazioni degli ambienti boschivi, i tagli e gli incendi sono responsabili della riduzione del suo habitat.

Status di conservazione: Vulnerabile a livello nazionale e regionale, rara a livello locale.

Grado di protezione: Convenzione di Berna, All.III, Legge Regionale 29 luglio 1998, n° 23.

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